
«Porre fine all’orribile miseria in cui l’umanità ha sempre trascinato un’esistenza sanguinosa e dolorosa». Sono molti i pensatori che, nel corso della storia, hanno lottato per questo obiettivo.
Tra loro, spicca Louise Michel (1830–1905), educatrice, scrittrice e rivoluzionaria francese. Figura centrale della Comune di Parigi del 1871 e simbolo dell’anarchismo internazionale, fu una voce lucida, radicale e profondamente umana. Deportata in Nuova Caledonia per la sua partecipazione attiva alla Comune, Michel ha sempre rifiutato ogni compromesso con il potere, dedicando la vita alla lotta contro l’oppressione e alla costruzione di un mondo giusto e libero.
Le tre certezze di Louise Michel, la ribelle
In merito alla condizione umana, Louise Michel nutriva alcune convinzioni profonde.
La prima certezza era il totale scetticismo verso le autorità e il potere costituito:
«Non appena l’uomo, chiunque egli sia, arriva al potere, ne subisce l’influenza fatale e ne viene corrotto; usa la forza per difendere la propria persona. Egli è lo Stato; e lo considera una proprietà da usare a proprio vantaggio, come un cane considera l’osso che rosicchia».
La seconda convinzione era che l’ordine sociale esistente non potesse durare per sempre:
«La nostra epoca è morta come l’età della pietra. La scomparsa dell’ordine delle cose che vediamo oggi è vicina».
La terza certezza riguardava l’anarchia come ideale rivoluzionario:
«L’anarchia è il nuovo ideale, il cui progresso nulla può ostacolare».
«L’anarchia è oggi il fine che il progresso cerca di raggiungere, e quando l’avrà raggiunto guarderà avanti, verso il limite di un nuovo orizzonte, che a sua volta, non appena raggiunto, ne rivelerà un altro, e così via per sempre, poiché il progresso è eterno».
Louise Michel: rivelare l’Anarchia, metterla al centro propria esistenza
Michel non era però ingenua rispetto alle difficoltà del cammino. Scriveva con lucidità:
«Se il potere rende un uomo egoista e crudele, la servitù lo degrada. Uno schiavo è spesso peggiore del suo padrone».
Per lei era evidente che:
«I crimini dei governanti, la severità della legge, l’impossibilità di vivere in tali circostanze»
avrebbero portato il popolo a
«guardare intorno per vedere da quale parte giungerà la liberazione».
Quando quel momento arriverà, scrive, sarà chiaro che è inutile credere:
«nell’illusorio miglioramento di istituzioni incancrenite»
e che
«il cambio di potere non è altro che un cambio di sofferenza».
Louise Michel sapeva che non esiste riforma possibile senza visione e lotta. Il suo messaggio è ancora oggi un invito alla coerenza e al coraggio:
«È necessario che il vero ideale venga rivelato. Dobbiamo combattere non solo con coraggio, ma anche con logica. Se questo ideale fosse ancora lontano, varrebbe la pena morire per esso». «L’umanità, nella sua fuga di disperazione, si aggrapperà ad essa per emergere dall’abisso».
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Fonte e Note:
[1] Louise Michel ( 1830-1905 ) è una figura rivoluzionaria e anarchica di spicco nell’immaginario collettivo. La prima a sventolare la bandiera nera, cosa che la rese popolare all’interno del movimento libertario. Fu anche un precursore della questione del benessere degli animali, denunciando lo sfruttamento delle bestie in particolare, in parallelo con quello degli esseri umani.
[2] Louise Michel, 1896, “Why I am an Anarchist”.

