Sharp: Con la violenza non si sconfigge il Sistema

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« Alcuni oppositori al regime possono ingenuamente pensare che solo attraverso l’esercizio della violenza otterranno la libertà », ammette il professor Gene Sharp [1].

Tuttavia, prosegue nel saggio “Dalla dittatura alla Democrazia” [2], « la violenza non è garanzia di successo. Invece che alla liberazione, può portare alla sconfitta, alla tragedia, oppure ad entrambe ».

« Un cosa è chiara – spiega – confidando nella violenza, si scegli un terreno di lotta in cui gli oppressori hanno quasi sempre la superiorità. (…) dispongono di truppe, munizioni, mezzi logistici e militari superiori. Nonostante il coraggio, per i democratici non c’è partita ».

In ogni caso, anche qualora « la guerriglia abbia infine la meglio, il nuovo regime sarà più oppressivo del precedente a causa dell’eccessiva militarizzazione e dell’indebolimento, in seguito agli scontri, dei gruppi sociali e delle istituzioni indipendenti ».

Gene Sharp e i suoi 198 metodi di azione non violenta

In conclusione, non è la violenza – secondo Sharp – bensì la “ribellione politica” attraverso la “lotta nonviolenta” l’unico sistema vincente per combattere e vincere contro un sistema politico autoritario.

In merito al metodo di “ribellione politica”, Gene Sharp ha individuato ben 198 azioni non violente utilizzabili [3] [4].

Lo stato autoritario vuole che la ribellione sia violenta

Ma Gene Sharp avverte di non cambiare mai strategia non violenta: « Può darsi che le violenze praticate dal regime siano calcolate proprio per spingere gli oppositori ad abbandonare il loro piano, e persino per indurre la resistenza a commettere azioni violente che permettano ai dittatori di sconfiggerla più facilmente ».

In particolare, « i capi della resistenza dovranno vigilare sulle infiltrazioni di agenti provocatori la cui missione è quella di incitare i dimostranti alla violenza ».

Fonti e Note:

[1] Gene Sharp (1928-2018), è stato un filosofo e saggista statunitense conosciuto per i suoi studi sulla non violenza e la disobbedienza civile. Sharp fu arrestato per disobbedienza civile alla coscrizione militare durante la guerra di Corea, per la quale trascorse nove mesi in prigione. Ha fondato l’Albert Einstern Istitution, istituzione che sostiene la ricerca e gli studi politici sull’azione strategica nonviolenta. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi per il suo lavoro, tra cui l’El-Hibri Peace Education Prize e il Right Livelihood Award.

[2] “Dalla dittatura alla Democrazia”, 1993, Gene Sharp [scarica qui: la versione originale di Dalla dittatura alla Democrazia (EN) in inglese – da qui: la traduzione automatica in italiano di Dalla dittatura alla Democrazia (IT) ].

[3] Albert Einsten Istitution, “198 methods of nonviolent action”.

[4] In dettaglio, qui sono illustrati i 198 metodi di azione non violenta – Puoi scaricare la versione italiana a questo link: “ The Politics of Nonviolent Action - Volume 2 (IT) ”.

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4 risposte

  1. Arianna ha detto:

    Molto interessante 👍👍👍non vedo l’ora di leggere Sharp. Ho letto Luther King, ma Sharp mi mancava…. dovremmo mettere in pratica un po’ di disobbedienza civile anche in Italia.

  2. Sinistra Libertaria ha detto:

    Grazie Arianna, scriverò qualche altro articolo di dettaglio su Sharp; nell’articolo c’è il link al PDF comunque.

  3. Michele Pardini ha detto:

    DARPA finanziando studi di Sharp? Il paragrafo “Criticism” è anche interessante. A meno che la Wikipedia non stia cercando di attaccare la credibilità del personaggio, tutto è possibile.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Gene_Sharp

    Traduzione automatica (dopo aver aperto la pagina, dovrai attendere qualche istante mentre il testo originale verrà rimpiazzato dalla traduzione):

    https://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&tl=it&u=https%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FGene_Sharp

  1. 2 Aprile 2023

    […] mantengano la disciplina nonviolenta anche difronte ad una repressione brutale. Evidenziando il contrasto tra il metodo violento e quello nonviolento, gli attivisti possono dimostrare che la repressione non è in grado di tenere […]

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