D’Andrea: La religione? Una menzogna da demolire

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Una «menzogna sociale» che ha il solo scopo di «mantenere la più gran parte dell’umanità in uno stato di asservimento e di schiavitù morale, intellettuale ed economica»: così Virgilia D’Andrea, maestra e anarchica abruzzese, definisce la religione.

Quella che Errico Malatesta chiamò la “poetessa dell’anarchia” affermava con chiarezza: «Che l’idea d’un Dio abbia servito allo scopo di mantenimento di privilegi, di autorità e di proprietà, è fatto storicamente provato».

Virgilia d’Andrea: cosa è Dio?

Senza peli sulla lingua e senza ipocrisie, Virgilia D’Andrea è radicale nel suo pensiero. Si domanda:
«Che cosa è Dio nel campo sociale?»
E si risponde così:

  • «È stato ed è “l’essere” in nome del quale si eressero sette parassitarie, a sostegno di tutte le altre classi di tiranni e di parassiti!
  • È stato, ed è, il fantasma, in nome ed in onore del quale furono sprecate una quantità di energie umane, erigendo a lui miliardi di campanili, di cupole d’oro, di altari scintillanti… mentre, accanto a queste immense ricchezze, tanti e tanti uomini restavano e restano senza pane e senza tetto!
  • È stato, ed è, questo Dio, il fantasma per cui una gran parte dell’attività umana si perde nella contemplazione, nella preghiera, nelle opere inutili… onoranti questo supposto creatore dell’universo; e mantenenti un numero smisurato di “impiegati delle fedi”, che fra tutte occupano attualmente non meno di cento milioni di parassiti in tutto il mondo!».

«Affiancata sempre dallo Stato, ci dà come risultato la dominazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo», continua a spiegare l’anarchica.

La Chiesa fa fanatici e intolleranti e disumani i credenti

Virgilia D’Andrea distingue però tra il credente individuale e la Chiesa intesa come istituzione collettiva. Scrive:
«Nell’animo delle nostre nonne, che si alzavano al mattino col sole per ascoltare la prima messa, la religione era l’espressione di un gentile sentimento umano, di carità e di bontà sincera. Noi sappiamo che, presi uno ad uno, questi credenti non ci danno che la sensazione di poveri di spirito, senza capacità di fare del male, aventi nell’animo molte tendenze buone».
Tuttavia, aggiunge:
«Essi, presi nel loro insieme, sono i milioni di gocce d’acqua che formano il fiume potente, che con la sua corrente dà forza e movimento alla turbina malefica della Chiesa. La Chiesa li farà fanatici, intolleranti, disumani verso chi non crede o crede in un altro Dio. Allora questi esseri, che in se stessi sono buoni e pietosi, comporranno nel Medioevo i cortei che cantano alleluia! attorno al rogo su cui la Chiesa fa ardere vivo “l’eretico, lo stregone, l’indemoniato, il posseduto”».

In conclusione, secondo Virgilia D’Andrea,
«la Chiesa farà quindi dei suoi credenti il suo esercito di dominazione: se ne varrà per mantenere le tenebre nel mondo; per condannare la vita, l’amore, la bellezza, il pensiero».

Il senso della sua riflessione è chiaro e netto:
«Si intensifichi intanto la guerra alla religione, alle religioni; e non si speri mai che vi sia uno Stato che ci aiuti in questa umanissima opera di demolizione. Ma sarà sempre a fianco della Chiesa, come questa sarà al fianco di lui, per la reazione spietata contro i progressi indipendenti del pensiero; per la reazione selvaggia contro la rivoluzione».

Fonti e Note:

Credits: Foto di Do Hoang Anh su Unsplash.

[1] Patria e religione, Virgilia d’Andrea.

Virgilia D’Andrea (11 febbraio 1888 – 12 maggio 1933) è stata una poetessa anarchica e attivista politica italiana. Sostenitrice dell’amore libero e nota antifascista, è ricordata soprattutto come autrice di Tormento, un libro di poesie pubblicato per la prima volta nel 1922. Pur essendo una sostenitrice del libero amore, si ritiene che la D’Andrea abbia mantenuto un impegno monogamico con l’anarchico Armando Borghi per tutta la vita. Emigra negli Stati Uniti nel 1928 dove muore di cancro nel 1933.

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