L’attuale pensiero di Bakunin: cosa noi aspiriamo

petizione

In Italia, come ovunque, impera la classe politica una e indivisibile dei furfanti che spogliano il paese in nome dello Stato e che lo conducono per il maggior profitto loro al più basso livello di povertà e di disperazione.

La consorteria comprende:

  • tutto il mondo ufficiale burocratico e militare, poliziesco e giudiziario;
  • tutto il mondo dei grandi proprietari, degli industriali, dei mercanti e dei banchieri,
  • tutti gli avvocati e tutta la letteratura ufficiale e ufficiosa,
  • e l’intero parlamento in cui la destra approfitta oggi di tutti i vantaggi offerti dall’amministrazione mentre la sinistra aspira a impadronirsi di quella medesima amministrazione.

Ma nemmeno la miseria e la disperazione congiunte bastano per provocare la Rivoluzione Sociale.

Michail Bakunin: La rivoluzione si fa con un ideale comune

Riusciranno a suscitare delle sommosse locali ma non sono sufficienti per smuovere intere masse. Per arrivare a questo è indispensabile che il popolo possegga un ideale comune.

Intelligente e appassionato per natura il proletariato italiano comincia finalmente a capire che cosa gli conviene e che cosa deve volere per raggiungere l’emancipazione integrale e generale.

Questo ideale propone al popolo innanzitutto:

  • l’abolizione della miseria, della povertà e la completa soddisfazione di tutte le necessità materiali per mezzo del lavoro collettivo, obbligatorio e uguale per tutti.
  • E poi l’abolizione dei padroni e d’ogni specie di autorità.
  • La libera organizzazione della vita del paese in relazione alle necessità del popolo, non dall’alto in basso secondo l’esempio dello Stato, ma dal basso in alto, curata dal popolo stesso al di fuori di ogni governo e dei parlamenti;
  • la libera unione delle associazioni dei lavoratori della terra e delle fabbriche, dei comuni, delle province, delle nazioni.

E, infine, in un domani non lontano la fraternità di tutta l’umanità trionfante sulle rovine di tutti gli Stati.

Fonti e Note:

[1] “ Michail Bakunin: Stato e anarchia [1873, clicca e scarica PDF].

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