Bookchin: il mutualismo futuro per la specie umana

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« L’evoluzione biologica è profondamente radicata nella simbiosi e nel mutualismo. Il mutualismo, non la predazione, appare dunque essere il principio guida per l’evoluzione delle forme di vita aerobica altamente complesse che conosciamo oggi ».

Lo scrive Murray Bookchin in “L’ecologia della Libertà” [1], in maniera ragionata e scientifica.

Bookchin, ad esempio, nel suo volume cita « l’osservazione di Trager, [secondo la quale] la specie più idonea può anche essere “quella che più aiuta un’altra a sopravvivere”, è una formula eccellente per ridipingere il quadro dell’evoluzione naturale, che viene tradizionalmente rappresentato come insensato dramma di competitività e sanguinosa lotta per la sopravvivenza ».

E’ chiaro: Bookchin, da anarchico quale era, condannava forza, dominio, e gerarchia.

Bookchin: spesa militare è solo brama maniacale di dominio

Nel testo “L’ecologia della Libertà” spiega: « le migliaia di miliardi di dollari spese dai vari Stati, dopo la seconda guerra mondiale, per mezzi di distruzione e di assoggettamento, cioè per quei terrificanti armamenti che figurano nei “bilanci per la difesa”, sono l’espressione più recente di una secolare brama di dominio che ha ora raggiunto proporzioni maniacali ».

Bookchin quindi sostiene come « un mondo così contaminato dalla gerarchia, dal comando e dall’obbedienza esprime il suo spirito autoritario nel modo in cui c’è stato insegnato a vederci: come oggetti da manipolare, come cose da usare ».

Bookchin: sostituire gerarchia con libero mutualismo

Da qui il suo assunto: « i mutamenti sociali forzati, non nutriti da una coscienza popolare educata e informata, hanno dovuto alla fine essere sorretti dal terrore, e così i movimenti si sono rivoltati contro i loro ideali umanisti e liberatori e li hanno divorati ».

Bookchin è certo che, prima o poi, « la gerarchia sarà sostituita dall’interdipendenza e la consociazione comporterà l’esistenza di un nucleo organico in grado di rispondere ai bisogni biologici, profondamente sentiti, di sollecitudine, cooperazione, sicurezza, amore ».

E tra le gerarchie destinate a scomparire, oltre che i governi, Bookchin inserisce i parlamenti: « il parlamentarismo invariabilmente mina la partecipazione popolare alla “politica” ».

D’altro canto, « l’esperienza con il movimento verde tedesco mi ha chiarito (ammesso che su ciò avessi bisogno di chiarimenti) che il parlamentarismo è moralmente dannoso nel migliore dei casi e del tutto corrotto nel peggiore ». « Una società ecologica – quindi, conclude Bookchin – non è nulla se non si occupa del modo in cui le forme di vita interagiscono tra loro per costruire comunità, … presuppone forme partecipative, di base, comunitarie ».

Fonti e Note:

[1] “L’ecologia della libertà” di Murray Bookchin (1982).

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