Pino Strano: con internet, la democrazia diretta è possibile

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« Prima non era possibile pensare di riunirsi in piazza tutti, tutte le volte, per decidere. Prima dell’informatica e della telematica non era possibile. Oggi è possibile ».

Secondo Pino Strano, « già esistono reti telematiche che coprono l’intera superficie nazionale e di buona parte del mondo. Basti pensare alle reti Bancomat. O alle reti telematiche per il gioco del Totocalcio o del Lotto. Non è affatto azzardato ipotizzare la costituzione ad hoc di una rete ‘Votomat’ (noi la chiamiamo ‘confidenzialmente’ cosi’) in poco tempo e a basso costo, anzi probabilmente si realizzerebbero dei risparmi importanti. Non è un problema tecnico. Né economico ».

Pino Strano da anni sostiene il movimento per la “democrazia diretta”. Oggi più che prima.

Spiega: « oggi c’è una piazza virtuale dove è possibile farlo. Ancora non ce ne rendiamo conto, ma le difficoltà tecniche che rendevano impraticabile la democrazia diretta, oggi, a rigore, non esistono più. Restano le resistenze politiche e psicologiche ».

La richiesta, oggi, di Pino Strano è semplice: « noi proponiamo di instaurare il sistema decisionale diretto a cominciare con esperimenti limitati e progressivi: dalle istituzioni periferiche fino al centro. Prima si potrebbe attuare in via sperimentale nei comuni o addirittura ancora più soft in ‘alcuni’ comuni, poi via via fino alla nazione ».

Esistono, però le resistenze politiche e psicologiche si diceva.

Secondo Pino Strano, su democrazia diretta obiezioni pregiudiziali

La prima resistenza è fornita dall’asserita incompetenza dei cittadini in materia politica.

Strano protesta: « nessuno è competente su tutto, e tutti siamo completamente incompetenti su qualcosa. Non è in base alla competenza che si acquisisce il diritto di decidere. Esempio: posso non sapere nulla di medicina, ma decido io se farmi operare o no. Al “competente” spetta il compito di informarmi, convincermi, non di decidere ».

D’altro canto, aggiunge, « gli attuali meccanismi con i quali si formano le liste dei candidati sono a dir poco perversi e non c’entrano quasi mai con la competenza, la cultura, la professionalità ».

A chi invece sostiene che la “democrazia diretta” comporterebbe una elevata volatilità delle decisioni, Pino Strano risponde: « stabilità spesso non significa affatto equilibrio. I sistemi autoritari sono molto stabili e pochissimo equilibrati. E comunque spesso nella storia d’Italia democratica rappresentativa, non c’è stata né l’una né l’altra ».

Democrazia Diretta, Pino Strano: necessaria informazione libera

Resta il rischio della manipolazione dei cittadini-votanti: « L’informazione ha un ruolo centrale nel formare le opinioni. Sarebbe troppo facile condizionare le scelte del popolo », ammette.

« Occorrerà vigilare e lottare affinché siano mantenuti più ampi possibili gli spazi di libertà dell’informazione – suggerisce Pino Strano -. La migliore garanzia è data dal pluralismo dell’informazione e, ancor più, dalla accessibilità alle fonti. Una buona legge sull’informazione, che preveda stringenti regole antitrust e facilitazioni per la gestione pluralistica e/o collettiva, dovrebbe essere una delle leggi prioritarie da chiedere ».

« La democrazia diretta – conclude Pino Strano – non esclude la possibilità di delegare altri che lo facciano per noi, ma la possibilità della revoca permessa da un sistema telematico, consentirebbe il pieno controllo della delega e manterebbe salva la possibilità di intervenire direttamente per gli aspetti che si ritengano di particolare o personale interesse ».

Il principio della revocabilità ritorna sempre in ballo.

Fonti e Note:

[1] Pino Strano, 12 febbraio 2011, “Obiezioni e Domande frequenti sulla Democrazia Diretta”.

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